Approfittando del momento di debolezza e sbandamento, e quindi del nuovo look temporaneo e passeggero (lo dico per rassicurare la famigghia), e quindi delle vecchie conoscenze un po’ retrò, e quindi del fatto che starò per una settimana a napule, e quindi del fatto che a lavoro va tutto un po’ a puttane, e quindi del conseguente cielo grigio milanese, e quindi …
ecco cosa ne è uscito:
Quando uno si mette in testa una cosa… oh. Cascasse il mondo, basta che non casco io. Che sarà la mia nuova filosofia di vita?
Mhh… non credo mi si addica!
Pensa che viviamo insieme e a volte sembra neanche ci conosciamo, te ne esci con delle cose che mi viene da pensare “boh, ma siamo sicuri che questo è mio fratello? Da dove viene tutta questa fantasia?”.
Un anno fa.
Trecentosessantasei giorni fa.
Quasi una vita fa.
Ho chiuso tutta la mia vita in una valigia per portarla via con me. E scherzo del destino, mi è stato concesso a distanza precisa di un anno, il privilegio di rivivere quei giorni di ansie, pensieri, saluti, risate, sorprese, riflessioni, scoperte.
E… un po’ di casini. Casini belli, nella vita lì fuori, che non mi danno il tempo neanche di riprendere fiato.
Molto lavoro, molto tardi la sera, la posta la controllo con il cellulare che alla fine sono sempre e solo richieste di ‘amicizia’ su facebook, amicizia poi… magari gente che non vedi e non senti da anni (e non senza motivo). Vabè.
Comunque insomma tutto bene A te?
E io mi rifiuto. Nonostante mi fossi già rifiutato sin dall’inizio; sin da quando me l’avevi fatto capire; sin da quando m’hai dipinto a voce l’originale; sin da quando t’ho spiegato che questa fotocopiatrice utilizza un sistema di stampa diverso. Le cose non escono mai uguali, soprattutto se si ha già in mente il come dovrebbe venire. Leggi il resto dell’articolo »
Giusto per ricordarmi di fare un po’ d’ordine, adesso che posso e che non ho distrazioni. Dicendo, e rimuginando sempre sulle stesse cose. Sempre le solite cose. Banali più che mai. Banali e noiose.
Ognuno si fa le proprie ragioni, ed esserne consapevoli è veramente snervante. Ma tutti che scrivono bene, tutti che mi fanno commuovere, tutti che riescono senza troppo impegno ad esporre ed espiare in una sola confessione tutti i propri peccati. Farsi forza fino al prossimo semaforo rosso è la parola d’ordine.
Ma dov’è l’orizzonte? Che strada devo seguire o almeno in che direzione devo andare? Perchè l’autocoerenza mi spinge sempre a cambiare idea su se stessi e sugli altri invece di proseguire dritto fino ad una delle uscite? Leggi il resto dell’articolo »
Se si avesse a disposizione uno pisichiatra di quelli che si vedono nei film, con il lettino in pelle di mucca e lui, anzi lei, con il blocchetto degli appunti e gli occhialini da segretario che prende appunti…
Ok, immaginatevi la scena e cominciate ad andare. Leggi il resto dell’articolo »