Archivio per la categoria 'Personale'

Nulla più

Friday, September 19th, 2008

E perchè nulla più?

E… un po’ di casini. Casini belli, nella vita lì fuori, che non mi danno il tempo neanche di riprendere fiato.
Molto lavoro, molto tardi la sera, la posta la controllo con il cellulare che alla fine sono sempre e solo richieste di ‘amicizia’ su facebook, amicizia poi… magari gente che non vedi e non senti da anni (e non senza motivo). Vabè.
Comunque insomma tutto bene :) A te?

FaceBookMania

Saturday, August 23rd, 2008

Poco altro d’aggiungere, se non che le miticissime compagniucce di classe sono le uniche miracolose sorprese della rete!!

Profilo Facebook di Dario Apicella

La brutta copia

Friday, August 22nd, 2008

E io mi rifiuto. Nonostante mi fossi già rifiutato sin dall’inizio; sin da quando me l’avevi fatto capire; sin da quando m’hai dipinto a voce l’originale; sin da quando t’ho spiegato che questa fotocopiatrice utilizza un sistema di stampa diverso. Le cose non escono mai uguali, soprattutto se si ha già in mente il come dovrebbe venire.
Leggi il resto dell’articolo

GiaMburrasca chiude imbattenti

Thursday, July 24th, 2008

Quando non si ha null’altro da dære, meglio attendere, possibilmente in silenzio.

Ad maiora semper

Parco Sempione

Friday, July 18th, 2008

E c’è bisogno di aggiungere altro?
Eccome se c’è!

:)

Un solo bicchiere

Friday, July 11th, 2008

sanana Un bicchiere pieno di zucchero. Ecco come mi sento e come mi sentono, come un bicchiere, uno solo, e pieno di gusto zuccherino, da sciogliere il più possibile, mescolare quanto basta, e mandar giù.

Ma non tutto, non tutto d’un sorso. Deve restare almeno un po’ di soluto per poter ancora diluire, mescolare e mandar giù, diluire, mescolare e mandar giù, diluire, diluire, fino a quando del mio sapore non resterà null’altro che un opaco bicchiere.
Un solo bicchiere…
Diluito…
Mescolato…

Nulla è cambiato

Thursday, June 5th, 2008

Tratto e scritto (ancora una volta) dalla saggissima shehrazade.

Alla fine l’ho fatto.
Mi sono seduta, ho acceso una sigaretta e l’ho guardato. Senza esitare.
Dopo 43 giorni, lui era ancora lì. Immobile.
E con lui le mie speranze, le illusioni, i ricordi e l’ostinazione.

Il suo spazzolino. Rosso. Accanto al mio.

Dopo 43 giorni non l’avevo ancora buttato. Non ne avevo avuto il coraggio. Era come chiudere una porta, nonostante quella porta fosse già chiusa. Sbarrata.
Avere il suo spazzolino era come avere ancora lui. Una presenza quotidiana, semplice, insignificante, non ingombrante. Ma sempre una presenza. Che da 43 giorni – o forse più – era un’assenza. Un’assenza totale. Un’assenza decisa. Un’assenza voluta.
Sapevo che non sarebbe tornato indietro. Sapevo che non l’avrei più avuto qui, con me. Ma la consapevolezza, a volte, non basta. Perché l’illusione è più testarda.
Sai che non entrerà più da quella porta. Sai che non ti accarezzerà più i capelli e che non ti farà più ballare. Sai che non ti avvolgerà più. Eppure non butti via il suo spazzolino da denti. Ti aggrappi al suo spazzolino da denti. Patetica.
Allora ho capito. Non solo lui non sarebbe mai tornato, ma io – nonostante tutto – non volevo che lui tornasse. Ho capito che la mia volontà era più importante del fottutissimo destino. Ho capito che dipendeva da me. Dipende da me.
Ho sorriso.
Mi sono alzata. Ho spento la sigaretta. E buttato il suo spazzolino. Rosso.
Ho pianto.

Poi sono uscita. Sono andata a Villa Borghese e mi sono fatta una corsa.

Ma nulla è cambiato.

Ah, un appunto di mio pugno: questo post era schedulato perchè apparisse qui il 5 luglio. Ma ovviamente non ho resistito e sperando che non mi serva più… eccolo qui :)

30 Maggio

Friday, May 30th, 2008

Fin dove arrivo.
Sarà questo il pensiero folle di stasera e di stanotte, 30 Maggio, il giorno prima del ponte, anche se non c’è ponte ma solo un weekend lungo.

Treni non ce ne sono, Aerei neanche a parlarne, Traffico da mettere in conto, Destinazione finale ormai scelta, Tempo previsto… troppo per un giorno solo. E io arrivo fin dove arrivo. Tenendo un occhio al punto di non ritorno.

We Have Liftoff

Friday, May 23rd, 2008

I valori, quelli assoluti e quelli condivisibili. Quelli spiegabili e quelli che ti fanno essere.
Quelli che fanno la differenza tra avere i soldi e non averli, perchè se hai i soldi allora li spendi.
Quelli che quando li racconti lasci un senso di vuoto a qualcuno, quel vuoto che va riempito con una lunga riflessione, magari non adesso, ma quando si ha tempo, visto che sto cazzo di lavoro comunque ci riempie già il troppo tempo che abbiamo. Insomma quelli su cui ci va di opinionarsi e quelli su cui, opinioni o no, l’importante è non parlarne.
E tutto per cosa? Restare asciutti?

Eppure, le mie false convinzioni c’erano già molto tempo fa, e da allora, neanche un passo avanti. No, non io.

Un minuto dopo. Huston, Texas

Sax e Pall Mall

Thursday, May 22nd, 2008

Sax e Pall Mall.
Unione perfetta.
Lo stesso gusto delle tue Sax è anche nei pacchetti della famiglia PallMall.

Così recita il bugiardino che ho trovato nel enneunesimo pacchetto di PallMall rosse, prese fresche fresche stamattina in autogrill a Verona. E pure qualcosa non mi torna: perchè nelle PallMall c’è il gusto di Sax e non viceversa? Ma le Pall Mall non erano quelle con il tabacco tostato al sole (sun ripped tobacco) per mantenere tutto il gusto originale delle (appunto) Pall Mall?
Non è che per caso le Sax sono più apprezzate, ovvero acquistate, e conviene mantenere il brand Sax? Ma allora perchè sul pacchetto c’è la scritta grande Pall Mall, con un disegno di un Sax, e poi sotto scritto House of Pall Mall?
Chi sta sopra chi? Chi si è fuso con chi? Just married: ma chi fa il maschio e chi la donna? Cosa dovrò chiedere al tabaccaio la prossima volta?

Per le foto… a presto.