Dicendo, facendo, uscendo e sfacelando

Paradì diu VetànGiusto per ricordarmi di fare un po’ d’ordine, adesso che posso e che non ho distrazioni. Dicendo, e rimuginando sempre sulle stesse cose. Sempre le solite cose. Banali più che mai. Banali e noiose.
Ognuno si fa le proprie ragioni, ed esserne consapevoli è veramente snervante. Ma tutti che scrivono bene, tutti che mi fanno commuovere, tutti che riescono senza troppo impegno ad esporre ed espiare in una sola confessione tutti i propri peccati. Farsi forza fino al prossimo semaforo rosso è la parola d’ordine.
Ma dov’è l’orizzonte? Che strada devo seguire o almeno in che direzione devo andare? Perchè l’autocoerenza mi spinge sempre a cambiare idea su se stessi e sugli altri invece di proseguire dritto fino ad una delle uscite?

Io l’adolescenza credo d’essermela lasciata molto gradualmente alle spalle da un po’… da quando ho capito che ad ogni azione corrisponde una conseguenza, da quando che ho capito spesso e’ necessario trovare un compromesso con gli altri e con la natura del mondo, da quando ho cominciato a parlare con mio padre come se fossimo due amici che discutono tranquillamente di donne, da quando ho smesso di provare entusiasmo per le cazzate (“un po’ triste” dirà qualcuna, forse, ma mi serve a capire quali sono le cose importanti), da quando ho smesso di arrabbiarmi per cose di poco conto, da quando mi sono abituato a parlare con me stesso come un ispettore in cerca di informazioni senza avere il bisogno di aprirmi del tutto con nessuno, senza il bisogno viscerale che avevo di raccontare le mie storie come se fossero uniche e speciali (per una specie come quella umana , vecchia, stanca e carica d’esperienza, non esistono piu’ cose speciali, le hanno gia’ provate e descritte secoli or sono e allora sono divenute automaticamente banali), da quando ho cominciato a ragionare da “scienziato” su quali siano i miei bisogni e sul come soddisfarli nella maniera piu’ pratica possibile, da quando ho smesso di avere convinzioni certe, convinto come credo di essere che tutto possa succedere e senza alcun preavviso, da quando mi chiedo se e’ giusto sacrificare gli altri per se stessi, da quando ho smesso di provare vera invidia per chicchessia, ma soprattutto da quando ho capito d’essere solo di passaggio nelle vostre vite e di non aver alcun diritto di influirne in senso negativo.

Ero convinto d’essere indistruttibile e mi sono schiantato. Ero convinto d’essere invincibile, ma ho conosciuto una persona a cui non faccio un baffo. Ero convinto d’aver sempre ragione, ma l’unica cosa che ho imparato davvero nei miei anni di onorata carriera di essere umano e’ che la ragione non serve. Ero convinto d’essere intelligente, ma ho capito che l’intelligenza è solo uno strumento. Ero convinto di poter spaccare il mondo in due se lo avessi voluto, ma piu’ spesso e’ il mondo a spaccarmi.

In questo momento sento d’aver chiuso qualcosa.
Puo’ essere che ponga definitvamente la parola fine a TurinMormegil.
Chi vivra’ vedra’

Adesso, mi limito a copiare. Sorry.
Baci e abbracci,
statemi bene.

PS: tra Ferrara e Padova, ci passa addirittura l’eurostar. Davvero troppo trafficata come linea.

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