Social Blogging
Serena e Gianluca mi danno l’occasione di fare un po’ di social blogging (che non so neanche se esista già come termine, ma se non esiste, esisterà a breve…). Iniziamo:
Cosa ti ha spinto a creare un blog?
La necessità di comunicare a chi non ha voluto o non ha potuto usare le orecchie. No
non si tratta di parlare con i sordi, solo con chi è assente o è lontano. Insomma, facciamola breve. Quando non è possibile prendersi un caffè e fare quattro chiacchiere, quando non si può fare una passeggiata con chiacchierata annessa, quando non si può telefonare, quando non si può smsare o msnare…
E poi con un sms è una comunicazione punto-a-punto. Qui, su internet, io scrivo, tanti leggono. Tanti… vabè, non tantissimi. Ma prima o poi il destinatario del mio messaggio passerà di qui, a starà a lei (ops) a lui, scartabbellare ed interpretare. Ecco, da necessità a gioco.
Il tuo primo post?
Post inteso come post su questo blog? Beh, si vede negli archivi: Dicembre 2006. Il famoso inizio della fine. Niente di specialmente interessante, solo una giustificazione sul perchè wordpress, perchè un blog, perchè così standard invece del mio classico stile “fatto a mano”. E’ tutto ancora scritto qui.
E quello di cui ti vergogni di più?
Vabè, apparte quelli sconci che comunque sia sono tabù per definizione, mi vergogno tantissimo di Lost in an elevator non tanto per il contenuto del post, quanto per le motivazioni che mi hanno spinto a scriverlo.
Quello di cui vai più fiero?
Ovviamente quello più googlato, ovvero il mio bel culo ![]()
Seriamente, no, non ce n’è uno di cui vado fiero. Per come ho postato negli ultimi 2 anni non c’è da andare fieri, dai, metto quello che mi dà di più ogni volta che mi leggo. Un buco nero temporale sperando che periodi così arrivino sempre al momento giusto.
Ci sarebbe così tanto altro da dire di me e del mio sito… che peccato che nessuno abbia voglia di ascoltare