Più meglio
Mercoledì, Luglio 16th, 2008
» Vedrai, andrà meglio.
cosa?
» la vita dopo di me,
» vedrai,
» sarà molto meglio.
ma…
» la vita, dopo di me.
ma chi sei?!
» la vita…
» …andrà meglio…dopo di me…la vita…
» Vedrai, andrà meglio.
cosa?
» la vita dopo di me,
» vedrai,
» sarà molto meglio.
ma…
» la vita, dopo di me.
ma chi sei?!
» la vita…
» …andrà meglio…dopo di me…la vita…
Un bicchiere pieno di zucchero. Ecco come mi sento e come mi sentono, come un bicchiere, uno solo, e pieno di gusto zuccherino, da sciogliere il più possibile, mescolare quanto basta, e mandar giù.
Ma non tutto, non tutto d’un sorso. Deve restare almeno un po’ di soluto per poter ancora diluire, mescolare e mandar giù, diluire, mescolare e mandar giù, diluire, diluire, fino a quando del mio sapore non resterà null’altro che un opaco bicchiere.
Un solo bicchiere…
Diluito…
Mescolato…
Non ci hanno detto che sarebbe stato facile,
Ma hanno promesso che ne sarebbe valsa la pena…
Il famoso momento del bisogno? Oddio, un po’ sì =)
Cmq una serata ancora una volta “diversa”, talmente diversa da essere una di quelle di una volta, una di quelle con un amico col pizzetto o col chimono che sta lì a cercare di parlare, cercare di dire qualcosa, durante una delle mie pause di riflessione, ma che puntualmente viene interrotto da un fiume limpido e melmoso che porta sempre e solo acqua al suo mulino.
Un qualcosa da fare, un piacere, un pretesto, un vero impegno.
Un aperitivo. E le ainechen sono solo di contorno.
Proprio giusto in tempo…
Non so come si usa da quelle parti, ma tra gli internettiani, tra gli informatici, un forum non è solo un posto dove prendersi per il culo e passare le giornate. Ogni singola discussione, ogni singolo post, fa parte della storia del forum, del sito, della community e delle persone che la compongono e la vivono.
E’ per questo che nessuno si sognerebbe mai di spazzare via interi pezzi di vita. E’ per questo che se è vero che esiste scienzeinfo.it è anche vero che c’è e ci sarà a futura memoria anche un altro scienzeinfo, quello vero, quello pieno, quello sacro.
Ma qui no. Quì c’è solo il narcisismo di un uomo, a cui basta se stesso e i suoi bicipiti. E delle 738 discussioni che hanno fatto un forum, adesso ne restano solo 19, per di più tutte iniziate dallo stesso autore (mavà!).
Sicuramente sarà stato un caso. Eppure ho fatto appena in tempo a costruire il mio giudizio.
Ovvero se la vita è meravigliosa, non c’è altra conclusione sillogistica. Ma ci si può meravigliare ogni giorno della stessa cosa? Quante volte lo stesso identico evento riuscirà a suscitare uno stupore sempre nuovo?
Ma se invece provassi a convincermi che nella vita, al contrario che nella fredda e logica fisica, non potrà mai accadere lo stesso evento più di una volta?
L’intervista barbarica a Simona Ventura. Sicuramente tra un po’ ci sarà anche il video sia su youtube, sia sul sito delle invasioni barbariche.
(more…)
Perchè la gardenia è più bella delle arance, delle mele, delle azalee, o delle stelle di natale?
Perchè c’è un altra possibilità per chiunque avesse perso l’occasione?
Perchè anche se non si è sicuri se serva c’è comunque la speranza che serva?
Perchè abbiamo tutti un amico, una madre di un’amica, un collega, un vecchio conoscente (possibile che non lo sapevi?) affetto da sclerosi multipla?
Ci sono almeno un milione di stupidi e validi motivi: ma a me ne basta uno solo.
Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.
Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorietante dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.
Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.
Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.
Accade che un giorno ti svegli e sei in un letto che non è il tuo, in una città che non è la tua, e non sai (o ti piace far finta di non sapere) come ci sei finito nè perchè.
Ed’è allora che vuoi più di ogni altra cosa ripercorrere la vita momento per momento, dall’inizio ad oggi, e analizzare tutte le volte che potevi scegliere, tutte le varie possibilità, partire da dove si era l’ultima volta per capire dove si è in questo momento, anche nella speranza di sapere dove si vuole arrivare. E seppure vuoi farlo, e seppure tenti di farlo, e seppure ti sforzi di guardarti dall’esterno… ci sei ancora troppo dentro. E da qui non si riesce a vedere un cazzo di niente.
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un piccolo pensiero narcisista su picasaweb ancora da perfezionare