Lost In An Elevator

Ho appena finito di sfogliare 18 pagine di blog, cazzo, e mi piace il modo in cui il tipo (Fra se non ho capito male) smadonna santi e cristi di ogni genere. E a parte questo, mi piace anche che sempre il tipo inventi pezzi di vita vissuta, come se fosse vita vissuta davvero.

Potrei stare qui a linkarvi tutti i post che ho ritenuto degni di me, ma non è questo il modo di presentarli, quindi? Quindi farò solo le mie considerazioni e i miei commenti che su quel sito non sarebbero altro che spam anticonformista. Prego non leggere se non interessati.
Primo. Odio chi non rispetta la punteggiatura. Dopo il punto c’è la lettera maiuscola. Non c’è molto da spiegare. Certe regole ci sono per un motivo, no? Forse c’è una sola eccezione. dio santo! E cmq anche io a volte il punto non lo uso come semplice punteggiatura, ma non è questo il modo. Anzi. Non so se vale la pena iniziare così!!!
Secondo. Odio chi odia la gente sapendo cogliere degli altri solo il “non essere”. Ok, siamo un piccolo insignificante gruppetto ristretto di persone, noi che pensiamo che non ha senso comprare maglioni gialli, noi che ci facciamo mille paranoie, noi che amiamo i momenti, i dettagli. Insomma noi, noi che giochiamo con le parole e le definizioni. Ma noi, io, pensiamo anche che non c’è nulla di male a non sapere cosa sia Indie e cosa cazzo voglia dire. Semplicemente, agnostico.
Terzo. Agnostico non vuol strafottente, o almeno non tutti gli agnostici sono strafottenti. Anzi, per come la vedo io, essere atei vuol dire credere. Credere che non esista un dio non è forse credere? Non è forse avere fede? anzi, non è avere fede, è sperare che non esista un dio tale da poterti prima o poi rinfacciare tutti i ‘porco dio’ detti per anni e anni e anni. L’agnostico invece è una conclusione ad un lungo ragionamento, sicuramente troppo lungo, e che per fortuna o purtroppo, non finisce con la parolina AgnosticO. Io mi definisco agnostico, non è una gran cosa, ma so di per certo che non seguo una religione e non sono incasellabile. Non credo in nulla. Non vado in chiesa, nè in moschea, nè medito sulla cima di un monte. Il “problema di dio”, se così si può definire, me lo sono posto. Non è che …
Quarto. E’ bello sentirsi unici. Speciali. Diversi da tutto e da tutto. Simile a qualcuno ma non identico. E fa piacere anche sapere di essere in pochi. Ancora più piacere se i pochi pensano, e il resto del mondo chilosà. (Ammesso che pensare sia una cosa ‘positiva’, cosa che noi pochi non sempre pensiamo)
Quinto. Il tuo modo di scrivere e sclerare mi fa pariarissimo. E mi fa pariare anche il fatto che i racconti che dici di inventare siano realmente inventati. Riferimenti a cose e persone puramente casuali. Come puramente casuale è stato il modo in cui sono capitato sul tuo blog (vostro, dimentico sempre la parte femminile)
Sesto. Poi la smetto. Forse. Mi fa piacere che abbiamo un sacco di pensieri in comune. Cioè, anche io sono stato dell’idea (e lo sono ancora) “qualcuno uscirà dalla tua vita e ti farà male come non speravi potesse succedere“. L’unico appiglio che ho avuto quando qualcuno è uscito dalla mia vita, non più tardi di un anno fa. Eppure io fumo, non mi piacciono nè libri nè dischi, non vesto strano (nè indie, se solo sapessi cosa vuol dire) non vedo video e Io non ascolto musica strana (se il rap italiano sia strano non so, fate vobis), e anzi.

Ed è per questo che ho speso tre giorni (72 ore ma non di fila ;) ) a leggere il tuo blog. A leggerti.

Dunque, dov’ero rimasto? No, niente… Ecco, adesso posso sparare la mia frase nerd senza senso, che mi farà sentire unico almeno per un momento e che potrò vantarmi di far capire a solo un’altra persona (anche se il fatto stesso che è una bugia… lo rende molto meno simpatico)
NULL =/= NULL

Fatto. Adesso sì che mi sento meglio -_- Soprattutto perchè mi sono fatto due grasse chiatte risate.

Baci mamma.

Roba vecchia di pm
Ghost Track
E pensa che mi restano ancora questi due link da giocarmi. Prima o poi…

One Response to “Lost In An Elevator”

  1. Dapuzz’s Blog » Social Blogging Says:

    [...] Vabè, apparte quelli sconci che comunque sia sono tabù per definizione, mi vergogno tantissimo di Lost in an elevator non tanto per il contenuto del post, quanto per le motivazioni che mi hanno spinto a [...]

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