Dialogo con un venditore di Riempitivi
Tratto e scritto da shehrazade
Dialogo con un venditore di “riempitivi” per vuoti dell’anima, anche conosciuti come “palliativi”.
Io: Buongiorno
Venditore: Buongiorno a lei. Dica.
Io: Avrei un vuoto da riempire.
Venditore: Di che tipo?
Io: Un vuoto dell’anima. Una specie di piccolo baratro nel cuore. Da quando lui è così “lontano” da me non riesco più ad arginarlo.
Venditore: Vediamo. Che ne dice di un po’ di shopping? Settimana della moda a Milano, potrebbe farsi un giretto da Gucci.
Io: E certo, come no. Questo è un mero palliativo, non mi basta.
Venditore: Beh, se mi scarta lo shopping, le proporrei questo modello di uomo, annata ‘67, due anni completi di garanzia.
Io: Per carità. Mi manca solo di accollarmi un trentasettenne… per due anni!!!!
Venditore: Beh, allora forse è meglio questo modellino nuovo di uomo, collaudato, della fantastica annata dell’83. La migliore!
Io: E certo. Così gli faccio da mamma. Insomma… ho bisogno di riempire questo vuoto. Un disperato bisogno.
Venditore: Un po’ di alcool?
Io: E certo. Già sto sotto a un treno, ci manca solo che diventi alcolista.
Venditore: Lei è difficile signorina. Mi faccia pensare. Che ne dice di un bel vaso?
Io: Un vaso?
Venditore: Sì, un bel vaso di Pandora.
Io: Mah… Non saprei. Senta, intanto che ci penso, avrei anche degli altri vuoti. Vuoti a rendere. Li consegno a lei?
Venditore: Sì, sì… consegni pure a me. Sa, noi li ricicliamo.
Io: Ah, ecco… così il mio vuoto “nostalgia libanese” prima o poi se lo prende un altro.
Venditore: Certamente.
Io: Questo vuol dire che i miei “vuoti” in realtà erano vuoti di qualcun altro? Cioè, voi avete riciclato questo vuoto cosmico che ho?
Venditore: In pratica… sa come è… in questi periodi di “recessione”, si ricicla tutto…
Io: Ma non potevate stare più attenti?
Venditore: Signorina, un vuoto è un vuoto. Adesso non è che noi possiamo stare attenti proprio a tutto.
Io: Ma non avete un ufficio smistamento?
Venditore: L’avevamo. Ma abbiamo chiuso. Abbiamo dovuto vendere. Sa… l’inflazione.
Io: Ma per curiosità. Quando l’ex proprietario del mio vuoto ve l’ha restituito, voi come l’avete colmato?
Venditore: Mi faccia controllare. Ecco qui, con un cane.
Io: Un cane?
Venditore: Un cane.
Io: Io il cane non lo posso tenere.
Venditore: Un gatto?
Io: Sono allergica.
Venditore: Un criceto?
Io: Sono orribili.
Venditore: Un pesce rosso?
Io: Vada per il pesce rosso. E mi metta via anche quel prototipo del ‘67, nel caso il pesce schiatti.
Morale: mai farsi le canne il lunedì mattina.
Morale2: Sto sotto un treno vuol dire troppe cose per poterlo capire
1) O non avete letto bene tutti quanto, o sono io che sto sotto a un treno
2) Oggi è lunedi e già per questo stò sotto a un treno
3) Sto sotto a un treno, ma se vieni un caffè ci scappa
4) La mattina sto sotto a un treno… e se non ne fumo una ogni mezz’ora sclero!
5) Un anno di merda!!!Depressione e pianti a gògò. Non stavo sotto a un treno… proprio sotto ad una ferrovia!!!
6) Risolto, mortacci vostri se era per voi a quest’ora stavo sotto a un treno…
7) Mi piaceva un ragazzo, Daniele, stavo sotto a un treno per lui…
9) Con il cambio in quel momento sarebbe costato 350€! e stavo sotto a un treno quel periodo!
Quindi? Chi mi scrive la morale 3?